Ricetta di: COSMA

MINESTRA DI LENTICCHIE E PATATE

Minestra povera delle montagne abruzzesi, quando era un lusso non solo la pasta od il cotechino ma anche le lenticchie. Io ho avuto la fortuna di assaggiarla cucinata da una signora ultraottantenne che gestiva la cucina di ìminestre e baccalaî un minuscolo ristorante dellí aquila. Non esiste piuí quindi non faccio pubblicita !

  • 150 grammi pane raffermo purcheí non sia interpan o fatto coi piedi
  • 300 grammi di lenticchie
  • grosse a pasta bianca
  • 4 pelati sfilettati e tritati
  • aglio
  • sale
  • olio
  • peperoncino
  • 2 foglie alloro
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Caratteristiche

Tempo di preparazione
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo di cottura
Persone
Ricetta per persone
4

Recensioni 3 - Click 29187

3,2 (11)

Preparazione

Preparazione

1. Pelate le patate e tagliatele a dadini, lasciatele in acqua in una bacinella tagliate a dadini il pane e doratelo in padella con o senza olio

2. Soffriggete in olio líaglio ed il peperoncino, mettete la polpa dei pomodori e líalloro

3. Aggiungete acqua quanto basta, salate e buttateci le lenticchie e le patate

4. Quando il tutto saraí cotto versatelo nelle zuppiere individuali in cui avrete distribuito i dadini di pane bruscati

5. Ne deve risultare una minesta brodosa in cui i piuí affamati potranno inzuppare pane fresco (con le avvertenze per il pane, ma non vi faí incazzare il fatto che il pane buono bisogna cercarlo col lanternino?).

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Paola

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Con molta probabilità, la Sig.ra Cosma non è abbruzzese, perchè altrimenti consiglerebbe le lenticchie di montagna di Santo Stefano di Sessanio (AQ) e dintorni. Se ne coltivano,ormai, poche e non sono distribuite sul territorio nazionale come quelle di Castelluccio, purtroppo, però si può tentare di cercarle.

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BIGINA

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Io uso sempre il lanternino, ma il pane buono non lo trovo mai.

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COSMA

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Minestra povera delle montagne abruzzesi, quando era un lusso non solo la pasta od il cotechino ma anche le lenticchie. Io ho avuto la fortuna di assaggiarla cucinata da una signora ultraottantenne che gestiva la cucina di “minestre e baccala” un minuscolo ristorante dell’ aquila. Non esiste piu’ quindi non faccio pubblicita !

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