Cime di Luppolo
Descrizione
Le cime di luppolo sono giovani germogli teneri, dal gusto erbaceo con una leggera nota amarognola, spesso paragonati agli asparagi selvatici. In cucina si usano soprattutto in primavera per frittate, risotti e paste, dove regalano profumo e un sapore unico. Basta una breve sbollentatura o una rosolatura veloce in padella con olio e aglio. Sono ottime anche in vellutate, omelette e come contorno saltato. Il loro aroma si sposa con uova, formaggi delicati e burro, ma anche con pancetta o acciughe per un tocco più deciso. Servile al dente per mantenere consistenza e colore.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli cime di luppolo fresche, verdi e croccanti, senza parti ingiallite o flosce. Conservale in frigorifero avvolte in carta umida e riposte in sacchetto traspirante, come gli asparagi. Consumale entro 2-3 giorni perché appassiscono rapidamente. Prima di cucinarle, elimina le parti dure e sciacqua bene. Se vuoi prepararle in anticipo, sbollentale 1-2 minuti, raffreddale in acqua e ghiaccio, asciugale e conservale in frigo in contenitore chiuso per 24 ore. Evita congelamenti lunghi: perdono fragranza.
Curiosità
In Italia le cime di luppolo sono note come “bruscandoli” o “luertis” in varie zone del Nord, soprattutto in Veneto e Friuli, dove si raccolgono lungo siepi e argini. La tradizione vuole che finiscano in risotti primaverili e frittate, piatti semplici legati alla cucina contadina. Il luppolo è famoso per l'uso nella birra, ma i germogli giovani hanno una storia culinaria a parte, valorizzata da trattorie e sagre locali. Negli ultimi anni, l'interesse per erbe spontanee e foraging ha riportato queste cime sulle tavole, anche in versioni gourmet.
