anice
Descrizione
L'anice, spesso inteso come liquore all'anice, ha un profumo intenso e dolce, con note fresche e speziate. In cucina si usa soprattutto in pasticceria: poche gocce aromatizzano impasti di ciambelle, biscotti, frittelle e creme, dando un carattere immediato. È ottimo anche per bagnare pan di Spagna o per profumare sciroppi e macedonie. In versione salata, con molta cautela, può entrare in marinature per pesce o in salse agrodolci, soprattutto se bilanciato con agrumi. È un ingrediente potente: va dosato con parsimonia per non dominare. In alcune ricette tradizionali, l'anice dà profumo a dolci fritti di festa e a rosoli casalinghi. Puoi usarlo anche per sfumare una padella, facendo evaporare l'alcol e lasciando aroma. In cucina quotidiana, è il “tocco” che rende diverso un impasto semplice. E si abbina bene con miele, scorza di limone e frutta secca. In dessert al cucchiaio, un cucchiaino basta per cambiare tutto. L'anice è anche protagonista di bevande calde, ma in cucina trova spazio come aroma. Se vuoi un gusto più delicato, diluiscilo in latte o sciroppo. È un ingrediente che evoca dolci di casa e profumi di festa.
Come sceglierlo e conservarlo
Conserva il liquore all'anice in bottiglia ben chiusa, al buio e in luogo fresco, lontano da calore e luce diretta. L'alta gradazione lo rende stabile: una volta aperto dura a lungo, ma i profumi sono migliori nei primi mesi. Evita di contaminare la bottiglia con cucchiai o residui di impasto. Se usi l'anice come aroma in cucina, versa sempre in un misurino pulito e richiudi subito. Non serve il frigorifero, ma può essere utile se lo consumi come bevanda. Controlla che non ci siano odori estranei o alterazioni. Se si intorbidisce dopo aggiunta di acqua, è normale per gli oli essenziali. Tieni lontano da fonti di umidità per proteggere etichette e tappo.
Curiosità
In Italia l'anice ha una storia popolare legata a rosoli, liquori e dolci di tradizione. È curioso come, in molte zone del Centro e del Sud, un bicchierino di anice fosse considerato un piccolo rituale digestivo dopo i pasti, soprattutto nelle trattorie. In pasticceria domestica, l'aroma d'anice è associato a ciambelle e biscotti da credenza, spesso preparati per feste e ricorrenze. In alcuni paesi, il profumo d'anice si ritrova nei dolci fritti di Carnevale e nelle frittelle, dove basta poco per riconoscerlo. L'anice racconta un'Italia di profumi intensi e gesti semplici: una goccia nell'impasto, e la cucina cambia odore. Anche nei bar, per decenni, è stato un gusto familiare, servito liscio o con ghiaccio. Oggi è meno quotidiano, ma resta un aroma di memoria, che riporta subito a dolci “di una volta”. E nelle famiglie, spesso, la ricetta della ciambella all'anice è un segreto tramandato.
