olio di semi di sesamo
Descrizione
L'olio di semi di sesamo è un condimento aromatico, dal profumo tostato e intenso, usato soprattutto per dare un tocco finale ai piatti. In cucina se ne impiega poco: qualche goccia basta per profumare noodles, riso, verdure saltate, zuppe e insalate. È ottimo in salse come vinaigrette, dressing per poke e marinature per pollo, pesce o tofu, spesso insieme a salsa di soia, zenzero e limone. Il segreto è usarlo a crudo o a fine cottura: scaldarlo troppo ne attenua l'aroma e può renderlo amaro. Puoi aggiungerlo a hummus e creme di legumi per una nota orientale, oppure a una maionese per accompagnare tempura e verdure. Funziona bene anche con cavoli, carote e funghi, perché ne esalta la dolcezza. Se è olio di sesamo tostato, è più scuro e profumato; quello non tostato è più neutro e adatto anche a cotture leggere. In cucina di fusione, una punta rende speciali piatti semplici come un’insalata di cetrioli o un riso basmati. È un ingrediente “da firma”: poco, ma decisivo.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli olio di semi di sesamo in bottiglie scure o ben protette dalla luce, con profumo pulito e tostato, senza note rancide. Conservalo in luogo fresco e buio, lontano da fornelli e finestre. Richiudi bene dopo l'uso: l'ossigeno accelera l'ossidazione. Se l'olio è tostato, è più delicato: in estate o se lo usi lentamente, tienilo in frigo per mantenere aroma; può intorbidirsi ma torna limpido a temperatura ambiente. Evita di contaminare la bottiglia con cucchiaini o residui di cibo. Non esporlo a calore prolungato e non usarlo per fritture se è molto aromatico: sprechi profumo e aumenti il rischio di sapori amari. Controlla l'odore: se diventa pungente, di vernice o amaro, è rancido e va scartato. Una volta aperto, cerca di consumarlo entro 2-4 mesi per il massimo profumo. Se compri formati grandi, travasa in una bottiglia più piccola per ridurre l'aria a contatto.
Curiosità
In Italia l'olio di sesamo è arrivato soprattutto con la diffusione dei ristoranti e delle cucine asiatiche, diventando un ingrediente di “dispensa internazionale” nelle case. Molti lo usano per dare un profumo immediato a insalate e verdure saltate, un gesto simile all'uso dell'olio extravergine a crudo. Nelle cucine creative italiane, è entrato anche in ricette di fusione: carpacci di pesce con agrumi, insalate di cavolo e perfino maionesi aromatizzate per panini gourmet. In alcune città, i mercati etnici hanno reso facile trovare la versione tostata, più intensa e tipica per il finishing. Il sesamo, pur non essendo tradizionale come olivo, ha radici mediterranee in forme diverse (semi, dolci), e l'olio rappresenta una nuova declinazione moderna. Oggi molti lo considerano l'“olio profumo” da tenere in cucina: non sostituisce l'extravergine, ma aggiunge un accento esotico con poche gocce. È un esempio di come la cucina italiana si arricchisca, adottando ingredienti nuovi senza perdere il senso dell'equilibrio.
