Ingrediente

tartufo bianco

Tartufo bianco: scopri come affettarlo su pasta, risotti e uova, come pulirlo senza rovinarlo e conservarlo in frigo per preservare l’aroma.
8 February 2026 Redazione

Descrizione

Il tartufo bianco è un ingrediente pregiato dal profumo intenso e inconfondibile, usato in cucina come finitura a crudo per esaltare piatti semplici. Il suo aroma è delicato ma persistente, con note che ricordano aglio e sottobosco, e va rispettato: non si cuoce quasi mai, perché il calore ne disperde i profumi. In cucina si affetta sottilissimo su tajarin, tagliolini, risotti, uova al tegamino e fondute leggere, spesso con burro o crema neutra che fanno da base. È perfetto anche su carpacci e patate, purché i sapori restino puliti. Il segreto è usare poco condimento e servire subito: il tartufo bianco deve arrivare al naso prima ancora che in bocca. Per affettarlo bene serve un tagliatartufi e mano leggera. Evita salse troppo sapide o speziate: coprirebbero l’aroma. Con il tartufo bianco, la cucina diventa essenziale: pochi ingredienti, ma scelti e gestiti con cura.

Come sceglierlo e conservarlo

Scegli tartufo bianco sodo, profumato e senza parti molli o muffe. Non lavarlo in anticipo: puliscilo solo prima dell’uso con spazzolino morbido o panno leggermente umido, asciugando subito. Conservalo in frigorifero avvolto in carta assorbente, dentro un barattolo o contenitore chiuso, cambiando la carta ogni giorno per evitare umidità. Consumalo idealmente entro 2-4 giorni dall’acquisto, perché perde profumo rapidamente. Tienilo lontano da alimenti che assorbono odori, oppure sfrutta l’effetto: puoi conservare uova o riso nello stesso contenitore per aromatizzarli. Evita il freezer: altera aroma e struttura. Se noti odore ammoniacale, parti viscide o muffa diffusa, scarta. Per massimizzare l’aroma, porta il tartufo a temperatura ambiente per pochi minuti prima di affettarlo e servi subito.

Curiosità

In Italia il tartufo bianco è legato soprattutto a Piemonte e Alba, dove la stagione autunnale e le fiere lo hanno reso un simbolo gastronomico e culturale. L’idea di affettarlo su piatti semplici nasce proprio dal rispetto per un ingrediente raro: pochi elementi neutri per far parlare il profumo. La ricerca del tartufo, con cani addestrati e boschi di nocciole e querce, è una tradizione che unisce territorio e saperi locali, tramandata tra cercatori. Nelle trattorie piemontesi, tajarin al burro e tartufo è un piatto iconico, così come uova e fonduta, perché valorizzano l’aroma senza coprirlo. Anche in altre regioni, il tartufo bianco è diventato protagonista di menù stagionali, spesso come “fuori carta”, segno di un prodotto legato al momento e non alla disponibilità costante. Il suo profumo particolare ha creato rituali: tagliatartufi al tavolo, scaglie sottili e silenzio rispettoso al primo assaggio. In Italia il tartufo bianco è anche sinonimo di festa e di cena speciale: si compra poco, si usa subito, si condivide. È un ingrediente che racconta l’autunno e il sottobosco, e che ha reso celebri territori interi grazie a una combinazione di natura, tradizione e cucina essenziale. L’Italia del tartufo bianco è un’Italia di stagioni e di eccellenze locali, dove il prodotto guida la ricetta e non il contrario.

Ricette con tartufo bianco