formaggio tipo fontina
Descrizione
Il formaggio tipo fontina è un formaggio a pasta semidura, fondente e profumato, ispirato alla Fontina valdostana, apprezzato per la sua cremosità quando si scioglie. In cucina è perfetto per fondute, crostini gratinati e ripieni, perché fonde in modo uniforme senza diventare filante eccessivamente. È ottimo nei risotti mantecati, nelle polente con formaggio, nei toast e nelle torte salate, dove aggiunge sapore pieno e una nota leggermente nocciolata. Tagliato a cubetti, si scioglie bene anche in salse per condire pasta e verdure. Il segreto è scioglierlo a fuoco dolce, magari con un goccio di latte o panna, mescolando per ottenere una crema liscia. Da gustare anche a crudo, in tagliere con frutta e miele, perché la sua dolcezza si abbina bene a pere e noci. Se lo usi in forno, aggiungilo verso fine cottura per evitare che si secchi. È un ingrediente versatile che rende più ricchi piatti semplici e dà un tocco “alpino” a molte ricette. Si sposa con funghi, patate e verdure amare come radicchio, creando contrasti equilibrati.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli formaggio tipo fontina con crosta integra e pasta elastica, senza crepe secche o odori ammoniacali. Conservalo in frigorifero a 4-8°C, avvolto in carta per formaggi o carta forno e poi in contenitore, così respira senza seccarsi. Evita la pellicola a contatto diretto per lunghi periodi: può creare umidità e muffe. Consuma entro 7-10 giorni dall’apertura, controllando eventuali muffe sulla crosta; se compaiono, elimina la parte interessata con margine e valuta odore e consistenza. Se è già affettato, consumalo più rapidamente. Puoi congelarlo, ma la consistenza cambia: meglio usarlo poi per sciogliere in cucina; porzionalo e congela 2 mesi. Non ricongelare. Se si secca, puoi grattugiarlo o usarlo in fondute e gratin. Tieni lontano da alimenti odorosi: assorbe aromi. Per mantenere cremosità, non lasciare il formaggio fuori dal frigo a lungo. Dopo la cottura, le preparazioni con formaggio fuso si conservano in frigo 1-2 giorni e vanno riscaldate dolcemente. Se noti sapore amaro o odore alterato, scarta. Pulisci sempre il coltello: evita contaminazioni. Per tagliere, estrailo 15-20 minuti prima di servire per esaltarne aroma, poi riponi subito. Se il formaggio “suda” troppo in confezione, asciuga e cambia carta. Controlla sempre la data in etichetta se confezionato. Conserva intero meglio che a fette: dura di più e mantiene profumo.
Curiosità
In Italia la Fontina è un’icona valdostana, e i formaggi “tipo fontina” si sono diffusi perché la sua capacità di fondere bene è perfetta per la cucina di montagna. È curioso come la fonduta, piatto conviviale, sia diventata simbolo di tavole invernali: un modo semplice per trasformare pane e verdure in una cena completa. Nelle regioni alpine, l’abbinamento con polenta è tradizionale: il formaggio fuso avvolge i chicchi di mais e crea un comfort food irresistibile. Anche fuori dalla Valle d’Aosta, molti hanno adottato questo stile di formaggio per gratin e ripieni, perché dà sapore senza coprire troppo gli altri ingredienti. La cucina italiana valorizza molto i formaggi fondenti: bastano pochi gesti, fuoco dolce e pazienza, per ottenere una crema liscia. In tante case, il “tipo fontina” è diventato il formaggio da toast e da forno, comodo e versatile. La sua storia in Italia racconta anche l’influenza delle cucine di montagna sul resto del Paese, portando in tavola profumi di latte e pascolo. Oggi è usato sia in ricette tradizionali sia in piatti moderni, come burger e panini gourmet, perché fonde bene e lega sapori. Nei mercati, è spesso consigliato per chi cerca un formaggio “che scioglie bene” senza complicazioni. È un ingrediente che unisce praticità e gusto, con un richiamo alle Alpi e alla convivialità.
