lauro
Descrizione
Il lauro, più noto come alloro, è un'erba aromatica dal profumo balsamico e resinoso, fondamentale per dare profondità a brodi, stufati e legumi. In cucina si usano le foglie, fresche o secche, da aggiungere in cottura e poi rimuovere prima di servire. È perfetto con fagioli, lenticchie e ceci, perché ne rende più rotondo il sapore e profuma senza invadere. In arrosti e brasati, una o due foglie con rosmarino e pepe aiutano a valorizzare carne e sughi. Il segreto è dosarlo: troppe foglie rendono l'aroma amaro. È ottimo anche nelle marinature per pesce azzurro e nelle conserve sott'aceto, dove aggiunge una nota fresca. Nel brodo di carne o vegetale, il lauro è quasi imprescindibile, così come nei bolliti. Puoi usarlo anche per aromatizzare sale e olio, lasciando una foglia in infusione per qualche giorno. In cucina mediterranea è un classico “di fondo”, che lavora dietro le quinte migliorando l'equilibrio del piatto.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli foglie di lauro integre, di colore verde uniforme e profumo netto; evita foglie ingiallite o con macchie scure. Se fresco, conservalo in frigo avvolto in carta leggermente asciutta e poi in sacchetto, consumandolo entro 7-10 giorni. Puoi anche tenere i rametti in un bicchiere con poca acqua, coperti con un sacchetto. Per essiccare, lega i rami e appendili in luogo ventilato e buio, poi conserva le foglie secche in barattolo ermetico. L'alloro secco dura 6-12 mesi, ma perde intensità col tempo: rinnovalo se l'aroma è debole. Proteggilo da umidità e luce. Puoi congelare foglie fresche in sacchetti: restano profumate per mesi e si usano direttamente in cottura. Se senti odore di muffa o le foglie si sbriciolano in polvere senza profumo, sostituisci.
Curiosità
In Italia il lauro ha un forte valore simbolico oltre che culinario: le corone d'alloro sono legate da secoli a studio e merito, e il suo nome vive nella parola “laurea”. Nelle campagne italiane era una pianta comune nei cortili, utile in cucina e nelle conserve, e spesso si piantava vicino a casa per averla sempre disponibile. In molte regioni, l'alloro entra nei legumi e nei bolliti proprio perché la tradizione contadina cercava aromi capaci di profumare a lungo e rendere più piacevoli i piatti poveri. Anche nelle conserve sott'aceto, una foglia di lauro era il tocco che dava carattere e aiutava a mantenere un profumo fresco. Oggi resta un ingrediente semplice ma “nobile”, presente in brodi, ragù e arrosti della cucina di casa. Il suo uso racconta una cucina italiana di piccoli gesti: una foglia nel tegame e il piatto cambia profilo. È un aroma antico, familiare e discretamente elegante.
