faraona
Descrizione
La faraona è una carne bianca dal gusto più deciso rispetto al pollo, con polpa soda e aromatica, ideale per secondi importanti. In cucina si presta a cotture in forno, in tegame e brasate, spesso con erbe aromatiche, agrumi o vino bianco. Il segreto per una faraona succosa è rosolare bene la pelle e poi cuocere dolcemente, aggiungendo un fondo di brodo o vino e bagnando durante la cottura. Si abbina benissimo con rosmarino, salvia e alloro, ma anche con mele, uva o castagne per un tocco autunnale. A pezzi, è perfetta per sughi ricchi da condire pappardelle e tagliatelle, perché la carne regge lunghe cotture senza disfarsi troppo. Può essere anche disossata e farcita, diventando un arrosto elegante. Le cosce sono più saporite e adatte a cotture lente, il petto più magro richiede attenzione per non seccarsi. In padella, i bocconcini sono ottimi con senape o panna acida. La faraona è un ingrediente da cucina tradizionale, spesso legato a pranzi della domenica e menù di festa. Quando la porti in tavola, dà subito un aria speciale, con un sapore pieno e “da cortile”.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli faraona con pelle integra, carne soda e odore delicato. Conserva in frigorifero tra 0 e 4 gradi e cucinala entro 1-2 giorni. Tienila ben chiusa in contenitore e separata da alimenti pronti. Se non la usi subito, congelala intera o a pezzi ben sigillati per 4-6 mesi; scongela in frigo e non ricongelare. Prima di cuocerla, asciuga la pelle per una rosolatura migliore. La faraona cotta si conserva in frigo 2 giorni, preferibilmente con il suo fondo di cottura per restare umida; riscalda dolcemente. Puoi congelare carne cotta e sugo per 2-3 mesi. Se noti odore acido, pelle viscosa o liquidi anomali nella confezione, scarta. Mantieni igiene rigorosa: tagliere dedicato, utensili puliti e lavaggio mani. Evita di lasciare la carne a temperatura ambiente. Se la marini, fallo sempre in frigo e asciuga prima della rosolatura. Per conservarne il sapore, riponi i pezzi lontano da alimenti molto odorosi. Non salare troppo in anticipo se vuoi pelle croccante: meglio salare poco prima della cottura.
Curiosità
In Italia la faraona è spesso associata alla cucina di campagna e ai pranzi delle feste, quando si voleva portare in tavola qualcosa di più “speciale” del pollo. Era un animale da cortile presente in molte zone rurali, soprattutto nel Centro-Nord, e la sua carne più saporita si prestava bene a cotture in tegame e arrosti lenti. In alcune tradizioni, la faraona entra nei menù autunnali e invernali con contorni di castagne, uva o verdure di stagione, combinazioni che valorizzano il suo gusto pieno. Anche nei ristoranti di cucina regionale, la faraona compare spesso in sughi per la pasta, perché rilascia aromi intensi e crea condimenti ricchi senza essere pesante. La fama della faraona è legata anche alla sua pelle, che può diventare croccante se cotta bene, regalando un contrasto piacevole con la polpa. Oggi è meno quotidiana, ma resta un classico da domenica, da preparare con calma. In Italia, scegliere faraona significa scegliere una cucina più tradizionale, fatta di tempi lunghi e profumi di erbe. Un ingrediente che racconta il cortile e la tavola apparecchiata. E che, quando arriva, fa subito festa.
