pecorino sardo
Descrizione
Il pecorino sardo è un formaggio di latte di pecora dal gusto deciso e aromatico, con note che vanno dal dolce al sapido a seconda della stagionatura. In cucina italiana si usa grattugiato su paste e zuppe, a scaglie su insalate e verdure, oppure in cubetti in torte salate e ripieni. È perfetto per mantecare paste cremose, perché aggiunge sapidità e carattere, e sta benissimo con fave, carciofi e pomodori. Il segreto è scegliere la stagionatura adatta: più giovane per sapori morbidi e per fondere meglio, più stagionato per grattugia e per dare spinta ai piatti. Si abbina bene con miele e confetture, ma anche con salumi e pane. In alcune ricette sostituisce altri pecorini quando vuoi un profilo più “sardo”, intenso e rustico. Il pecorino sardo porta in cucina un sapore di pascolo e macchia mediterranea, capace di rendere speciale un piatto semplice con poche scaglie.
Come sceglierlo e conservarlo
Conserva il pecorino sardo in frigorifero, avvolto in carta per formaggi o carta forno e poi in un contenitore, così respira senza seccarsi. Evita la pellicola a contatto per lunghi periodi: crea condensa e favorisce muffe. Consuma entro 2-3 settimane dall’apertura, a seconda della stagionatura. Se compare muffa superficiale, rimuovi con un taglio generoso; se l’odore è sgradevole o la muffa è diffusa, scarta. Grattugia al momento: già grattugiato perde aroma e secca rapidamente; se lo grattugi, conserva in contenitore chiuso e usa entro 2-3 giorni. Riporta a temperatura ambiente 15-20 minuti prima di servire per apprezzare profumo e gusto. Puoi congelarlo grattugiato per uso in cottura: dura 1-2 mesi. Tienilo lontano da cibi odorosi. Se senti note rancide o troppo ammoniacali, meglio non usarlo.
Curiosità
In Italia il pecorino sardo racconta la Sardegna pastorale, fatta di allevamenti ovini e di una cultura del formaggio molto antica. È un formaggio che nasce per durare e viaggiare, e per questo le versioni stagionate hanno avuto storicamente grande importanza. Nella cucina sarda, il pecorino è presenza quotidiana: da tavola, da grattugia, e spesso protagonista di abbinamenti con pane e miele. Questo legame tra formaggio e dolcezza è tipico: il contrasto esalta profumi e sapidità. In molte cucine italiane, il pecorino sardo è entrato come alternativa al pecorino romano: meno aggressivo in alcune stagionature, ma comunque intenso e aromatico. È molto usato con fave e carciofi, abbinamenti mediterranei che valorizzano il carattere ovino. La sua diffusione nella penisola è anche legata ai mercati e alle botteghe, dove si trovano forme e tranci con stagionature diverse. Nelle trattorie, spesso compare in taglieri e primi piatti rustici, perché aggiunge subito “territorio”. La nota di pascolo e di macchia mediterranea è ciò che molti riconoscono come tipicamente sardo. Anche l’uso del formaggio grattugiato su zuppe di legumi è un gesto antico, nato per rendere più sostanzioso il piatto. Questo racconta una cucina di pastori, concreta e nutriente. Oggi il pecorino sardo è apprezzato anche in cucina moderna, in scaglie su insalate e verdure, perché dà sapore senza troppi condimenti. In Italia, i formaggi regionali sono identità, e questo è uno dei più riconoscibili. Mettere pecorino sardo in un piatto significa evocare Sardegna. E spesso basta una grattugiata per sentirlo. È un ingrediente che porta mare e pascolo insieme. E una storia lunga, fatta di mani e stagionature.
