Ingrediente

chiodi di garofano

Chiodi di garofano: scopri come dosarli in brodi, arrosti e dolci, usarli interi e rimuoverli, e conservarli al buio per aroma intenso.
8 February 2026 Redazione

Descrizione

I chiodi di garofano sono una spezia intensa e profumata, con note calde, dolci e leggermente pungenti, da usare in piccole dosi. In cucina italiana si impiegano soprattutto per aromatizzare brodi, stufati, arrosti e brasati, ma anche conserve, sottaceti e liquori. Nei dolci sono ottimi in biscotti speziati, torte di mele e creme, spesso insieme a cannella e scorza di agrumi. Il segreto è dosarli con precisione: uno o due chiodi bastano per profumare una preparazione. Se usati interi, conviene inserirli in un mazzetto aromatico o in una cipolla “chiodata” per poi rimuoverli facilmente. Pestati nel mortaio rilasciano più aroma ma diventano invasivi. Sono perfetti per vin brulé e sciroppi, perché resistono bene al calore. I chiodi di garofano danno profondità e un profumo invernale riconoscibile, trasformando una ricetta semplice in qualcosa di più avvolgente e speziato.

Come sceglierlo e conservarlo

Conserva i chiodi di garofano in barattolo ermetico, al riparo da luce, calore e umidità, in dispensa fresca. La spezia perde profumo se resta esposta all’aria: richiudi subito dopo l’uso. Acquista chiodi interi, integri e ben profumati; la polvere si ossida e svanisce più in fretta. Per controllare la freschezza, schiaccia un chiodo: deve rilasciare aroma intenso e un leggero olio. Evita di tenerli vicino ai fornelli o in contenitori trasparenti. Usa sempre utensili asciutti. Se noti odore stantio, muffa o sapore “legnoso” senza profumo, sostituiscili. Non è necessario il frigorifero. Puoi conservarli anche in sacchetti sottovuoto se ne hai molti. Non mescolare spezie vecchie e nuove nello stesso barattolo.

Curiosità

In Italia i chiodi di garofano sono associati a profumi “da inverno” e a preparazioni di festa, perché entrano spesso in vin brulé, sciroppi e dolci con mela e agrumi. La tradizione della “cipolla chiodata”, usata per profumare brodi e stufati, è un trucco pratico molto diffuso: si infilano i chiodi nella cipolla e poi si rimuove tutto a fine cottura, ottenendo aroma senza eccessi. Questo gesto racconta la cucina italiana di una volta, fatta di sapienza e di piccoli accorgimenti. In alcune ricette regionali di conserve e sottaceti, un chiodo di garofano è usato per dare un profumo elegante e conservare meglio, senza coprire gli altri aromi. Anche nei ragù e negli umidi, soprattutto quando si usa vino e spezie, i chiodi di garofano compaiono come nota di fondo, quasi invisibile. È una spezia che in Italia si usa con rispetto, perché si sa che può dominare. Per questo, spesso si preferisce l’uso intero e la rimozione finale. Nelle case, il suo odore richiama spesso il periodo natalizio, quando si preparano infusi e dolci speziati. Il chiodo di garofano è anche legato agli agrumi: in molte famiglie si “punge” un’arancia con chiodi per profumare la casa, un’usanza che passa anche in cucina come abbinamento naturale. Questo intreccio tra profumo e cibo è tipicamente italiano. È un ingrediente piccolo, ma evocativo. E basta aprire il barattolo per sentirne l’impronta. In Italia, i chiodi di garofano sono spezia di memoria: calore, casa e stagioni fredde. Un dettaglio che cambia l’atmosfera di un piatto.

Ricette con chiodi di garofano