Ingrediente

uva passa

Uva passa: scopri come reidratarla in acqua o tè, usarla in torte e piatti agrodolci e conservarla in dispensa o frigo senza seccarla.
8 February 2026 Redazione

Descrizione

L’uva passa è uva essiccata, dolce e concentrata, perfetta per dare morbidezza e note caramellate a dolci e piatti salati. In cucina si usa in biscotti, torte, strudel e panettoni, ma anche in ripieni, cous cous, riso e piatti agrodolci con carne o verdure. Il segreto è reidratarla: basta metterla in acqua tiepida, tè o un liquore per 10-15 minuti, poi asciugarla bene, così diventa più morbida e profumata. Puoi anche saltarla brevemente in padella con burro o olio per esaltarne la dolcezza. Si abbina bene con pinoli, mandorle, cannella e scorza d’arancia, e nei piatti salati con cipolla, aceto e spezie leggere. Regola lo zucchero della ricetta: l’uva passa addolcisce molto. Con pochi grammi, trasforma un impasto o un sugo in qualcosa di più ricco e aromatico, senza bisogno di salse complesse.

Come sceglierlo e conservarlo

Conserva l’uva passa in luogo fresco e asciutto, in contenitore ermetico ben chiuso, lontano da luce e umidità. Dopo l’apertura, trasferiscila in barattolo o sacchetto richiudibile per evitare che si secchi o assorba odori. Se l’ambiente è caldo, puoi conservarla in frigorifero per mantenerla morbida più a lungo. Controlla periodicamente: se compare muffa o odore rancido, scarta. Se diventa troppo secca, puoi reidratarla al momento dell’uso in acqua o tè tiepido. Non lasciarla in ammollo troppo a lungo e non conservarla bagnata: va scolata e usata subito. Per una conservazione lunga, puoi congelarla in sacchetti: non gela in blocco e si usa direttamente nelle ricette. Evita contaminazioni usando cucchiai asciutti.

Curiosità

In Italia l’uva passa è legata soprattutto ai dolci delle feste e alla pasticceria tradizionale: panettone, pandolce e strudel ne fanno largo uso per dare dolcezza e umidità. È un ingrediente tipico anche di molte ricette regionali agrodolci, dove la dolcezza dell’uva passa bilancia aceto e sapori sapidi, come in alcune preparazioni con cipolle, cavoli o carni. Nelle cucine domestiche, l’uva passa è spesso abbinata a pinoli, un’accoppiata che compare in ripieni e condimenti, soprattutto in ricette del Centro-Nord. Il gesto di ammollarla in acqua o vino è un trucco tramandato: rende l’uvetta più morbida e profumata, migliorando la resa nei dolci. In molte famiglie, l’uva passa è anche un ingrediente “di dispensa” che si tiene per improvvisare: una manciata in un impasto, in un riso o in una verdura saltata, e il piatto cambia. Questa versatilità racconta una cucina italiana che ama i contrasti e sa usare ingredienti semplici per costruire sapore. L’uva passa, inoltre, è presente in ricette di recupero, perché conserva a lungo e non richiede refrigerazione. Nel periodo natalizio, il profumo di uva passa e agrumi è quasi un segnale: stanno arrivando i dolci delle feste. Oggi l’uvetta è usata anche in ricette più moderne, come insalate con formaggi e frutta secca, ma resta legata all’idea di dolcezza “antica”. È un ingrediente piccolo ma potente, capace di evocare tradizione con un solo morso.

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