farina 0
Descrizione
La farina 0 è una farina di grano tenero dal colore chiaro e dalla granulometria fine, molto usata nella cucina di casa e nella panificazione quotidiana. È versatile: ideale per impasti di pizza e focacce, pasta fresca, torte soffici, biscotti e creme addensate. Rispetto a farine più integrali offre una lavorabilità semplice e un risultato più leggero, con glutine adatto a impasti mediamente idratati. In cucina si usa anche per infarinare e panare, ottenendo fritture asciutte e croccanti, oppure per legare sughi e besciamelle quando serve un addensante rapido. Per lievitati ben sviluppati, abbinala a una buona idratazione e a tempi di riposo corretti; per dolci, setacciala per incorporare aria. È la farina “tuttofare” che si adatta a molte ricette italiane, dalla piadina ai panini, fino a crostate e plumcake. Se cerchi un impasto equilibrato, la farina 0 è spesso una scelta sicura: non troppo debole e non eccessivamente forte, permette risultati costanti anche ai meno esperti.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli farina 0 con confezione integra e priva di grumi o odori di rancido. Conserva in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce diretta. Dopo l'apertura, trasferiscila in contenitore ermetico per evitare umidità, insetti e assorbimento di odori. Usa un cucchiaio asciutto per prelevarla e richiudi subito. Se la dispensa è calda, valuta di tenerla in frigorifero: prolunghi freschezza e riduci rischi di infestazione; prima dell'uso riportala a temperatura ambiente. Consuma preferibilmente entro pochi mesi per mantenere prestazioni. Se noti puntini scuri, insetti, odore anomalo o sapore amaro, elimina. Puoi anche congelarla in sacchetti ben chiusi per 2-3 mesi: scongela senza aprire, così non condensa.
Curiosità
In Italia la classificazione delle farine di grano tenero (00, 0, 1, 2, integrale) è una particolarità molto “nostra” e racconta abitudini di cucina regionali. La farina 0 è spesso associata ai lievitati domestici: in molte famiglie del Nord e del Centro era la scelta “di mezzo”, buona per pane e pizza senza risultare troppo raffinata come la 00. Nelle botteghe e nei mulini locali, la 0 veniva consigliata per impasti robusti e per la pasta fresca, perché regge bene la lavorazione a mano. È curioso come la stessa farina abbia accompagnato l'evoluzione delle cucine italiane: dalla cucina povera, dove si impastava con ciò che c'era, alla moda moderna di pizze e focacce fatte in casa. Oggi, con la passione per la panificazione, molti riscoprono la farina 0 come base “affidabile”, da personalizzare con percentuali di integrale o manitoba. In alcune zone, la farina 0 è ancora la farina “di fiducia” per la pizza del sabato sera, tramandata come un piccolo rito familiare.
