bacche di uva spina
Descrizione
Le bacche di uva spina sono piccoli frutti tondeggianti, verdi o rosati, dal gusto fresco e acidulo, perfetti per aggiungere vivacità a dolci e salse. In cucina si usano in confetture, gelatine e coulis, ottime per farcire crostate e accompagnare cheesecake, panna cotta e yogurt. La loro acidità bilancia bene creme dolci e cioccolato bianco, e si presta anche a sorbetti e granite. In versione salata possono diventare una salsa agrodolce per carni bianche, anatra o formaggi stagionati, oppure arricchire insalate con rucola e noci. Si possono cuocere brevemente con zucchero e un goccio d'acqua per ottenere una composta veloce, mantenendo un gusto fruttato e brillante. Prima dell'uso, elimina il picciolo e l'eventuale residuo secco in punta. Sono frutti delicati, ma con pochi acini riescono a dare un tocco elegante e “nordico” al piatto, perfetto per chi ama contrasti freschi e naturali.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli bacche di uva spina sode e integre, senza ammaccature e senza muffe. Conserva in frigorifero in contenitore poco profondo con carta assorbente, senza lavarle prima. Lavale solo al momento dell'uso e asciugale con delicatezza. Consuma entro 2-4 giorni, perché sono frutti delicati. Se vuoi conservarle più a lungo, congelale: disponile su un vassoio, congela e poi trasferisci in sacchetto; durano 6-8 mesi e sono ideali per composte e dolci cotti. Da scongelate perdono un po' di consistenza, quindi meglio usarle in salse o cotture. Elimina gli acini rovinati per evitare che contaminino gli altri. Se noti odore di fermentazione o liquidi anomali, scarta.
Curiosità
In Italia l'uva spina è più comune nelle zone fresche e collinari del Nord, dove spesso veniva coltivata negli orti come frutto “da conserva”. Per molte famiglie era la base di marmellate casalinghe dal gusto spiccato, da usare in inverno su pane e biscotti. È curioso che oggi sia considerata un frutto quasi “da chef”, perché la sua acidità naturale è perfetta per bilanciare dessert moderni e piatti di carne. In alcune cucine regionali alpine e prealpine, le bacche venivano cotte con zucchero e servite con formaggi, in un abbinamento che ricorda l'uso delle confetture con i taglieri. Nelle pasticcerie italiane contemporanee si vede spesso come decorazione elegante, proprio per il suo colore tenue e la forma particolare. La sua riscoperta racconta un ritorno ai piccoli frutti “dimenticati”, valorizzati per gusto e stagionalità. Un ingrediente che porta in tavola un tocco di tradizione di orto e un profilo aromatico davvero unico.
