miele di castagno
Descrizione
Il miele di castagno è un miele dal colore ambrato scuro e dal sapore deciso, con note amarognole e aromatiche che lo distinguono dai mieli più dolci. In cucina è perfetto per abbinamenti salati: esalta formaggi stagionati, pecorini e erborinati, e si sposa bene con salumi e pane rustico. È ottimo anche in marinature e glasse per carni arrosto, dove la sua nota amara bilancia il grasso. Nei dolci si usa per biscotti, torte di frutta secca e creme, ma con dosi moderate per non coprire gli altri aromi. Una cucchiaiata in tisane e bevande calde regala carattere e profumo. Funziona benissimo anche con yogurt bianco e noci, oppure su pere e mele cotte. È un ingrediente “di personalità”: basta poco per dare profondità a molti piatti.
Come sceglierlo e conservarlo
Scegli miele di castagno limpido o naturalmente velato, con profumo intenso e senza odori estranei. Conservalo a temperatura ambiente, in luogo asciutto e buio, lontano da fonti di calore: il caldo eccessivo ne altera aromi e colore. Chiudi sempre bene il barattolo per evitare che assorba umidità e odori. Non metterlo in frigorifero: favorisce cristallizzazione e indurimento. Se cristallizza, scalda dolcemente il vasetto a bagnomaria tiepido, senza superare temperature elevate, finché torna fluido. Usa cucchiaini puliti e asciutti per non introdurre acqua. Evita di lasciarlo aperto a lungo. Se noti fermentazione (bollicine, odore acido), è segno di umidità: meglio non consumarlo.
Curiosità
Il miele di castagno è molto legato alle zone appenniniche e collinari italiane, dove i castagneti hanno sostenuto per secoli la vita delle comunità montane. In Toscana, Piemonte, Liguria ed Emilia, il castagno era chiamato “albero del pane” e, insieme al miele, rappresentava una risorsa preziosa. Il miele di castagno nasce da fioriture estive e riflette il bosco: profumo resinoso, note di legno e un amaro elegante. In molte sagre autunnali si trova accanto a formaggi locali e a caldarroste, in abbinamenti che raccontano il territorio. È spesso scelto dai casari per valorizzare pecorini e tome, perché la sua intensità regge stagionature lunghe. Oggi è un miele molto apprezzato anche in cucina contemporanea, proprio per la sua “diversità” rispetto ai mieli più dolci. Un cucchiaino è come una passeggiata in castagneto.
