Ricetta di cucchiaiodoro

IL TONNO SOTT'OLIO DI CUCCHIAIODORO

Spero di non avervi annoiato, io vivo dei ricordi di mio papà, che è stato un grande uomo, padre, marito, pescatore e grande lavoratore. Un bacio al mio papà, che non cè più. Maria. Questa è una storia vera. Spero di non essere inopportuna e invadente. Stamattina mi è scattata la molla, ovvero un ricordo vivissimo in me, di quando ero piccola e a casa mia succedeva questo. Tonno sott'Olio di Antonio Trapanese ('O Tunn sott'Uoglie) ricetta di cucchiaiodoro E' da che ho memoria che il tonno sott'olio a casa mia è sempre stato un piatto che regolarmente veniva fatto ogni anno d'estate, per poi essere consumato d'inverno. E anche qui, c'è una storia come ho già detto, mio padre è stato uno dei pescatori più famosi a Napoli, le barche del nonno e di mio padre, erano ormeggiate, a Mergellina, vicino alla Cappella di Sant Antonio, una piccolissima cappella, messa tutta a nuovo dai pescatori del posto, dove ognuno di loro sia la mattino, che alla sera di ritorno dalla pesca, usavano salutare e pregare. E ogni anno da che ho memoria, davanti a questa cappella viene celebrata la messa il 13 giugno, giorno che si festeggia Sant'Antonio, durante la messa, i pescatori preparano un tavolo dove vengono poste delle pagnotte di pane. Il prete durante la celebrazione, benedice questi pani, che dopo la messa vengono distribuiti alle famiglie dei pescatori, sembrerà strano a dirlo, ma credetemi, quel pane di ogni anno che arrivava a casa mia aveva un sapore veramente buono, e da quando mio papà non c'è più, molte ma molte cose, non le abbiamo più mangiate. Ma il ricordo è sempre vivo ed è questo che voglio ricordare, solo il bello. Comunque chi rompeva sempre in casa era mia mamma, e in questo caso tutti i torti non aveva, perchÈ l'odore forte del tonno, durante il periodo dell'asciugatura al sole, era davvero insopportabile. Immaginate d'estate a Napoli cù nu sole, che spacca e pprete! maròòòòò, in un condominio sempre affollato di gente, insomma la mamma dava di matto, ma poi però quando si mangiava questa prelibatezza era festa grande e tutti i musi sparivano.

Ingredienti

• tonno freschissimo a tranci

• sale

• olio d'oliva

Portata

SECONDO

Tempo di preparazione

90 min

Tempo di cottura

30 min

Difficoltà

Media

Ricetta per persone

4

Regione

Campania


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3,3 (12)


Preparazione

1. La preparazione è un po' complessa, ma se potete e volete provare almeno una sola volta nella vita, fatelo e capirete perchÈ, il tonno fatto in casa è speciale

2. Acquistate del tonno freschissimo, e fatelo a fette doppie (tranci), e mettetelo in acqua e sale per tre ore circa, in modo che il sangue scarica nell'acqua

3. Trascorso questo tempo, preparate una pentola molto grande e colma d'acqua, sulla quale poggerete la griglia del forno, su di essa, nel momento in cui l'acqua inizierà a bollire, adagerete le fette di tonno, e le farete cuocere, da ambo i lati per circa tre ore complessive, in effetti questa è la cottura al naturale, se invece volete fare prima, tuffate le fette in acqua e fatele cuocere dal momento del bollore per circa 2 ore

4. Ora se decidete di fare la cottura a vapore o la cottura diretta in acqua, dovete aggiungere per ogni chilo di tonno, 100grammi di sale nell'acqua

5. A seconda della scelta che avrete fatto per la cottura, una volta finito, dovrete stendere possibilmente in un luogo molto arieggiato, una tavola con una tovaglia, dove sistemerete i tranci di tonno che dovranno asciugarsi per bene, mediamente una notte basta

6. Il mattino dopo, si passerà alla pulitura del tonno, ossia pelle, lische spine e parte marrone centrale, dovranno essere tolte accuratamente, dopodichÈ, cambierete la tovaglia e farete asciugare ancora il tonno al sole, per due giorni, rigirandolo di tanto in tanto

7. A questo punto, prepariamo per invasettare, preleviamo il tonno, lo sistemiamo nei vasi in modo da non farlo rompere e copriamo con olio d'oliva o di semi a secondo dei gusti, e lo lasciamo aperto per almeno un paio di giorni, il tonno si assesterà nei vasi e sicuramente richiederà altro olio, quando vedrete che non nÈ assorbe più, chiudete i vasi e metteteli in dispensa al fresco

8. Da gustare quando si vuole, per insalate fresche, pasta e crostoni.

Ciao, sicuramente ci sarà un grado di parentela, vuoi per il cognome che è lo stesso, vuoi per la zona di mergellina e il mestiere di pescatore, per puro caso stavo prendendo spunti per la preparazione del tonno che ricordavo preparava mia madre sulla scorta delle indicazioni date da mio padre che procurava la materia prima e mi sono accorto leggendo che tutto mi era famigliare. Un abbraccio forte ed un pensiero intenso per i nostri cari che ci guardano e ci guidano da lla' ssu'.

Spero di non avervi annoiato, io vivo dei ricordi di mio papà, che è stato un grande uomo, padre, marito, pescatore e grande lavoratore. Un bacio al mio papà, che non cè più. Maria. Questa è una storia vera. Spero di non essere inopportuna e invadente. Stamattina mi è scattata la molla, ovvero un ricordo vivissimo in me, di quando ero piccola e a casa mia succedeva questo. Tonno sott'Olio di Antonio Trapanese ('O Tunn sott'Uoglie) ricetta di cucchiaiodoro E' da che ho memoria che il tonno sott'olio a casa mia è sempre stato un piatto che regolarmente veniva fatto ogni anno d'estate, per poi essere consumato d'inverno. E anche qui, c'è una storia come ho già detto, mio padre è stato uno dei pescatori più famosi a Napoli, le barche del nonno e di mio padre, erano ormeggiate, a Mergellina, vicino alla Cappella di Sant Antonio, una piccolissima cappella, messa tutta a nuovo dai pescatori del posto, dove ognuno di loro sia la mattino, che alla sera di ritorno dalla pesca, usavano salutare e pregare. E ogni anno da che ho memoria, davanti a questa cappella viene celebrata la messa il 13 giugno, giorno che si festeggia Sant'Antonio, durante la messa, i pescatori preparano un tavolo dove vengono poste delle pagnotte di pane. Il prete durante la celebrazione, benedice questi pani, che dopo la messa vengono distribuiti alle famiglie dei pescatori, sembrerà strano a dirlo, ma credetemi, quel pane di ogni anno che arrivava a casa mia aveva un sapore veramente buono, e da quando mio papà non c'è più, molte ma molte cose, non le abbiamo più mangiate. Ma il ricordo è sempre vivo ed è questo che voglio ricordare, solo il bello. Comunque chi rompeva sempre in casa era mia mamma, e in questo caso tutti i torti non aveva, perché l'odore forte del tonno, durante il periodo dell'asciugatura al sole, era davvero insopportabile. Immaginate d'estate a Napoli cù nu sole, che spacca e pprete! maròòòòò, in un condominio sempre affollato di gente, insomma la mamma dava di matto, ma poi però quando si mangiava questa prelibatezza era festa grande e tutti i musi sparivano.

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