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  ALLA TORRE DI ORIOLO VA IN SCENA LA SAGRA DEI VINI

  Autore: Redazione Cosacucino - Pubblicato il 27-04-2005 - Letto 1767 volte.
 
 
 
Sulle colline di Faenza (Ra) immersi in uno splendido parco secolare dominato da una possente Torre unica del suo genere in Italia
   
  La Romagna, soprattutto nella sua fascia collinare, ? una terra particolarmente vocata per la coltura della vite, dalla quale si ottengono vini importanti e pregiati, spesso titolati anche dalle pi? autorevoli guide.


Una fra le ?perle? del settore collinare della provincia di Ravenna ?, nelle vicinanze di Faenza, la localit? di Oriolo*, dove al centro di un parco secolare** sorge un?imponente e maestosa torre del XV Secolo: a pianta esagonale ?a doppio puntone?, unica fortificazione del genere in Italia.


Qui ? nata l??Associazione per la Torre di Oriolo?, con lo scopo di promuovere e valorizzare questa area ed in particolare le sue tradizioni ed i suoi prodotti enogastronomici, partendo proprio dal vino.


Ecco cos? che per tutto il periodo primaverile ed estivo il parco e la Torre diventano sede di importanti iniziative. In ordine cronologico la prima di queste ? la ?Sagra dei vini?: l?occasione per il pubblico di degustare i vini ed altri prodotti tipici delle cantine e delle aziende agricole ed artigiane facenti parte dell?associazione. L?appuntamento ? fissato per la giornata di domenica 24 aprile.


Nel corso di questo evento sar? cos? possibile assaggiare frutta, miele, olio extravergine d?oliva, piadina ed altre prelibatezze ottenute nel rispetto delle antiche tradizioni rurali e delle normative di lotta integrata e biologica, per salvaguardare l'ambiente e l'uomo. La vera star della giornata sar? comunque il vino. Nelle colline di Oriolo, oltre ai tipici vitigni romagnoli (Sangiovese, Albana, Trebbiano) vengono coltivati con eccellenti risultati altri vitigni: Sauvignon, Malvasia, Cabernet, Merlot ed altri vitigni di antica origine Veneta che hanno trovato in Romagna un buon acclimatamento.


Su richiesta ? possibile organizzare anche educational tour tra cantine, agriturismo e ristoranti aderenti all?Associazione.


Inoltre, tutti i mercoled? dal 22 giugno al 3 agosto prender? vita l?iniziativa ?Oriolo di Sera?: degustazioni musicali con dj e vineria.


Come raggiungere la Torre di Oriolo in automobile: direzione Bologna o Rimini, dalla Statale n. 9 Emilia o dall'Autostrada A14 (uscita casello di Faenza); direzione Firenze o Ravenna: dalla Statale 302. Poi, da entrambe le direzioni, seguire le indicazioni per Faenza Centro e Oriolo dei Fichi.




*LA STORIA


Oriolo fu una localit? importante gi? nell'Alto Medioevo. Nel 1057 il sito di Oriolo venne fortificato con un castello voluto dall'Arcivescovo di Ravenna. Alla Chiesa di Ravenna appartenne formalmente con discontinuit? fino al 1474. Successivamente Carlo II Manfredi acquist? la rocca esistente e la ristruttur?, costruendo la possente torre. Conquistato e saccheggiato da Cesare Borgia, il castello venne restaurato dai Veneziani; nel 1509 la rocca, unitamente alla citt? di Faenza, divenne definitivo dominio dello Stato Pontificio perdendo importanza militare vera e propria.


Fin dal XIV secolo al territorio di Oriolo fu riservata un'ampia autonomia amministrativa che garant? sicurezza e prosperit? ai suoi abitanti. Il Comune di Oriolo continu? ad esistere anche sotto il governo pontificio ed ebbe i propri Statuti nel 1518. Il Consiglio del Castello, formato da dodici tra i maggiori possidenti residenti in zona, nominava alcuni pubblici ufficiali e gestiva i proventi delle imposte locali sui terreni, sotto la sorveglianza del castellano nominato dal Consiglio Generale di Faenza. L'acquisizione di vaste estensioni di terreno da parte del clero cittadino port? alla scomparsa quasi totale dei piccoli coltivatori locali, causando un generale impoverimento della localit? e la crisi del Comune di Oriolo, che fu soppresso nel 1689. Nel 1753 la Rocca, ormai in rovina, venne ceduta in enfiteusi a Sebastiano Orioli; nel 1771 pass? a Vincenzo Caldesi. Infine nel 1983 attraverso un atto di donazione la Torre, con il parco circostante vasto un paio di ettari, ? ritornata di propriet? del Comune di Faenza.


**IL PARCO


Al pari dei ruderi e dei resti della rocca, al parco di Oriolo anche la copertura vegetale ricopre un ruolo importante. La macchia di verde che circonda la Torre racchiude alcune autentiche gemme floreali. In primo luogo risaltano gli splendidi pini domestici (Pinus pinea), ma altrettanto significativi dell?antica evoluzione dell'area sono due esemplari di Azzeruolo (Crataegus azarolus) innestati su Biancospino e Melograno. Questa pratica colturale era comune molti decenni or sono per produrre frutti a tal punto apprezzati e ricercati che l'Azzeruolo era chiamato localmente ?pom re?l? (pomo reale). Da segnalare le belle macchie di Rosmarino e Melograno sulla pendice esposta a sud. Interessanti sono anche i lembi di vegetazione spontanea che racchiudono specie arbustive comuni in questo tipo di ambiente: il Biancospino e il Prugnolo, dalla gradevolissima fioritura primaverile, la Sanguinella, molto appariscente per il color purpureo autunnale e la Vescicaria dai caratteristici frutti rigonfi. Ed alcune piante arboree: la Roverella, l'Acero campestre, l'Olmo, il Susino ed il Ciliegio selvatici. Nel sottobosco, oltre a resti di vecchie viti compaiono bei tappeti di Pervinca, Primule, Viole, Pulmonarie, tutte dalla piacevole fioritura.


Il Parco ? attraversato da una rete di sentieri che disegnano quattro percorsi, per una lunghezza totale di 11.735 metri, che si sviluppano per due terzi su strade sterrate e per il rimanente su strade comunali di esclusivo traffico locale. Ogni sentiero ha un andamento circolare, con inizio e termine presso una o pi? piazzuole di sosta per le auto. Lungo il percorso ? possibile incontrare punti d'interesse storico, naturalistico e panoramico.


Terre di Faenza: ? una Societ? di Area mista al 51% privata, nata per incentivare lo sviluppo del turismo nel territorio dei Comuni di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese e Solarolo (tutti in provincia di Ravenna, nel cuore della Romagna, a met? strada tra Bologna e Rimini ed a circa 50 chilometri dalla riviera adriatica). Si propone, in collaborazione con i numerosi operatori presenti, di fornire supporto alle azioni turistiche sviluppate, attuare una politica unitaria di promozione e incentivare e facilitare la commercializzazione del prodotto turistico, in particolare nei diversi "turismi" presenti in questa interessante area dell?entroterra: enogastronomia, termalismo e benessere, arte ceramica ed ecoturismo.
   
   
  Pubblicato il 27-04-2005 - Letto 1767 volte.
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