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I crotti: viaggio nel grembo della natura |
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Autore:
laura canova - Pubblicato il
02-09-2011 - Letto
125 volte.
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Ogni stagione ? buona per provare salumi, carni e formaggi custoditi in questi scrigni naturali. |
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Se si intende conoscere la Valtellina e la Valchiavenna non si pu? prescindere dalla conformazione del territorio in cui dominano le montagne con il loro fascino ed i loro segreti.
Queste montagne rocciose eppure verdeggianti sono state fin dall?epoca glaciale soggette a frane il pi? delle volte innocue e, mi si passi il termine, provvidenziali per le grotte (tradizionalmente chiamate ?crotti?) che si sono venute a creare.
Fra i macigni caduti e la parete di roccia infatti si sono creati interstizi in cui penetrano correnti d?aria fredda che permettono il mantenimento di un microclima costante (con una temperatura che oscilla tra i 5 e i 9 ?C) sia d?estate che d?inverno e determinante per la buona conservazione e per la stagionatura di formaggi, salumi e vini che rendono celebri le due vallate lombarde. In particolare in Valchiavenna, in cui si svolge annualmente nella stagione autunnale la sagra dei crotti, queste preziose grotte (dal greco ?cripta?= cavit?) sono il fulcro attorno a cui ruotano osterie e ristoranti dai nomi molto suggestivi che richiamano la tradizione del buon bere e della cucina tipica.
Come degli scrigni questi crotti custodiscono bresaole e bitto accanto al famoso violino di capra, alla Malenca (carne bovina in salamoia dai sapori alpestri, leggermente affumicata) e ad altre specialit? locali che sono da assaggiare.
Laura Canova |
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Pubblicato il
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